Dic 03 2007

Web Marketing ed Enogastronomia al Maisazi Day

Scritto da Francesco Gori alle 15:01 in Eventi ##

Ci sono eventi di massa, così di massa da attrarre milioni di persone ma che spesso si trasformano in contesti “truccati”, finti, che danno troppo valore alla forma danneggiando i contenuti. Ci sono eventi di nicchia, così di nicchia che limitano l’accesso ai soli operatori ostacolando i punti d’incontro con altre realtà.

Ci sono poi eventi come il Maisazi Day, che non sono ne di nicchia ne di massa ma che mettono in comunicazione settori apparentemente diversi e che in fondo possono convergere, l’uno a vantaggio dell’altro. A mio parere, la giornata di sabato 1 dicembre nella saletta comunale di Alonte (VI) è stata un vero successo sotto tutti i punti di vista.

Le parole chiave sono state interazione, discussione, confronto e divertimento in una location accogliente ricca di cibo, bevande e musica di sottofondo per niente invadente. Impossibile non citare Cooking Mama il gioco per Wii il cui scopo è cucinare “mimando” la preparazione dei vari piatti. :D

Lato relazioni, è stato un grande piacere incontrare di persona l’amico Marco Ziero e conoscere il suo collega Marco Bianchi - altra persona veramente simpatica e piacevole - oltre ai super impegnati Fradefra e Mariangela che è sempre bello ritrovare. :P

Tavola Rotonda sul Web Marketing Enogastronomico

Come promesso, mi sono occupato di tenere traccia della discussione nata dalla tavola rotonda sul web marketing enogastronomico. Fradefra, ottimo moderatore, è riuscito molto bene a far interagire il pubblico, tanto da dover interrompere gli scambi di opinioni per motivi di scaletta.

Ma veniamo al dunque e vediamo come si è sviluppata questa tavola rotonda.

L’obiettivo del confronto è stato quello di mettere in relazione gli operatori del web marketing con i soggetti che operano nel mondo dell’enogastronomia e che sono interessati al web.

Per rendere la lettura più veloce e meno noiosa, utilizzerò la scaletta di punti prefissata e puntualmente seguita nel corso dei lavori.

  1. Perchè le aziende enogastronomiche fanno Marketing (a volte), ma raramente Web Marketing?

    La prima ad intervenire è Simonetta - responsabile dell’AIB (Assaggiatori Italiani Balsamico) e presente sul web con il suo AlimentaPress (sito di comunicati stampa) - che spiega come le aziende operanti nell’enogastronomia siano poco fiduciose verso il web marketing e non riescono ancora a riconoscerne i vantaggi.

    Il problema principale, sostiene Simonetta, è che questo scenario crea dei grossi limiti di mercato: nel caso dell’aceto balsamico ad esempio, presenze sul web nulle o poco curate rappresentano un ostacolo per i buyers internazionali, soggetti peraltro molto interessati al prodotto, come confermato dopo una domanda dal pubblico.

    Ne risulta quindi una realtà di siti web mal curati, customer service online scadenti, mancanza di informazioni utili per i potenziali clienti.

    Da qui è partita la discussione che si è così sviluppata:

    Fradefra sostiene che la necessità di fare web marketing nell’enogastronomia nasce non per dare vita ad un nuovo canale di business, bensì per conferire visibilità globale ai marchi delle aziende e per sviluppare interesse nella massa per i prodotti di qualità. Ha citato inoltre casi di aziende che sono state irraggiungibili via web e dei numerosi clienti persi per questo motivo.

    Enrico Altavilla (a mio parere uno dei migliori SEO italiani) chiede se le aziende enogastronomiche si sono mai poste il problema di quantificare le perdite derivate dalla disattenzione verso il web e lo propone come metodo per incentivare l’interesse agli investimenti sul web. Inoltre afferma che le numerose truffe che hanno caratterizzato in passato il web (e in parte anche il presente) sono percepite come un rischio dai potenziali investitori, diffondendo l’immagine di uno scenario insicuro rispetto a quello dei media tradizionali.

    Tra gli ascoltatori sono emersi vari spunti, soprattutto con suggerimenti quali corsi di cucina online, re-styling dei siti, produzione di contenuti a tema e prodotti correlati in offerta.

  2. Meglio descrizioni testuali o immagini, sui siti di e-commerce enogastronomico?

    Introduce la discussione Fradefra chiedendosi se nelle schede prodotto degli e-commerce la descrizione sia sempre necessaria. Tra i partecipanti c’è chi legge e chi no ma il punto di vista comune è che possono esserci casi in cui la descrizione è totalmente inutile.

    Chiara (Kya per chi frequenta la sezione web marketing del forum TPU) racconta il suo esperimento, con il suo shop online. Ha utilizzato (per un periodo) descrizioni molto “passionali” nelle schede prodotto, completamente fuorvianti rispetto a quanto offerto e omettendo dettagli “tecnici”. Le conversioni sono rimaste invariate, a testimonianza che la descrizione in quel contesto sia del tutto inutile.

    Gli altri partecipanti hanno ribadito il valore del contesto in relazione alla presenza o meno della descrizione: ci sono prodotti che vengono acquistati dopo che l’utente si è informato in giro per il web (in questo caso la descrizione potrebbe essere inutile) e altri in cui la descrizione è fondamentale per fornire dettagli che, se assenti, potrebbero compromettere l’acquisto.

    Sempre dai partecipanti è emerso un interessante considerazione: osservando al supermercato come si comportano le persone in fase di acquisto, si possono intuire gran parte delle attitudini dei consumatori. Attitudini che in parte si riproporranno online.

  3. Perchè si tenta di vendere prodotti enogastronomici con siti di e-commerce progettati da tecnici ad uso di altri tecnici?

    Il focus si sposta sempre più dentro al processo di acquisto, fino ad arrivare all’impatto dell’utente con il sito su cui fa shopping. Fradefra spiega come l’italiano medio sia profondamente diverso dall’utente Internet. Un grave errore da parte dei marketers è quindi quello di progettare i siti web in modo troppo distante dall’utenza, ad esempio mediante l’utilizzo di CMS che offrono interfacce “pre-confezionate”, molto spesso difficili da utilizzare dall’utente inesperto.

    Inevitabile il suo riferimento ad una delle questioni già trattate su Edit!, ovvero l’inutilità delle procedure di Login/Logout. Altro grande errore degli addetti ai lavori è quindi quello di imporre ai navigatori di dover «imparare ad acquistare», destreggiandosi tra queste funzioni.

    Dai partecipanti sono emersi invece interessanti critiche agli attuali e-commerce presenti sul web come le schede prodotto troppo SEO-friendly e poco usabili o i troppi dati richiesti per la conclusione dell’acquisto, dati che sarebbe più consono chiedere dopo lo shopping, per performare la fidelizzazione.

    Leggermente fuori dal coro è Enrico Altavilla: secondo lui infatti, un minimo di vincoli sono necessarie per garantire un’esperienza d’acquisto sicura e l’utente è tenuto a fare un minimo sforzo per portare a termine i processi di navigazione correttamente.

  4. In azienda c’è l’addetto alla pulizia delle scale, ma non il Responsabile del Web Marketing. Dobbiamo pensare che la scala dei valori sia questa?

    L’ultimo punto è stato introdotto da Mariangela che per spiegare la sua visione racconta l’esperienza di ricerca che sta intraprendendo all’interno delle aziende produttrici di vino, nel nord Italia. Questo tipo di organizzazioni, anche a causa del periodo prosperoso che attraversa il settore, raramente fanno marketing/web marketing e la loro presenza sul web è caratterizzata da siti web artigianali e poco professionali.

    Il problema continua a presentarsi nonostante “l’upgrade generazionale”: i figli dei vecchi cantinai studiano comunicazione e marketing ma preferiscono continuare a gestire l’attività sorretti dal momento positivo del mercato del vino, senza fare investimenti insoliti e soprattutto rispettando le tradizioni.

    In chiusura sempre dagli attivissimi partecipanti sono emersi tre spunti particolarmente interessanti:

    a). Questo tipo di aziende non hanno il direttore web marketing poichè hanno un budget comunicativo in cui spesso non è possibile includere certi investimenti. L’impiego delle risorse si riversa tutto sui media tradizionali (quotidiani noti, riviste di settore, ecc…).

    b) Molti pensano che su Internet non ci sia traffico in riferimento ai prodotti enogastronomici.

    c) Il web markettaro fa web marketing ma non marketing in quanto è troppo legato all’utilizzo di Internet (e strumenti correlati come l’IM e l’email) e lo privilegia all’interazione faccia a faccia con il cliente. Le riunioni, gli incontri e le discussioni a tavolino sono sicuramente il primo passo da fare per stimolare le aziende ad investire sul web con criterio.

Considerazioni Personali

Questa tavola rotonda ha sollevato delle questioni molto interessanti non solo per chi fa e-commerce o per i cuochi del web, ma anche per chi si occupa di web marketing e di Internet in generale.

Nonostante i punti di vista leggermente dissonanti su come rapportarsi all’utente, al consumatore del sito, è stato chiaro quanto l’e-commerce italiano sia ancora lontano dall’essere un sistema di vendita socialmente integrato ed assimilato dai consumatori. Forse stiamo copiando troppo dalle tendenze della rete (negli USA ad esempio l’e-commerce gode di percentuali di successo) senza contare quelle che sono l’esigenze del navigatore italiano anzichè quelle del navigatore globale, che trova soddisfazione in ambienti online di acquisto stereotipati.

Un appunto, a mente lucida e post-evento, però mi vien da farlo: perchè nessuno ha fatto accenno all’importanza degli UGC negli e-commerce come strumento per migliorare il brand online e aumentare le vendite? Se al posto delle così dibattute descrizioni-prodotto si facesse appello a qualche dato associato ai commenti degli utenti che impatto potrebbe esserci sulle conversioni?

La discussione potrebbe svilupparsi all’infinito su questi temi, ma voglio chiudere con un consiglio sincero per quanti operano nel web marketing: non perdetevi la prossima tavola rotonda del prossimo Maisazi Day che sono sicuro… gli autori di Maisazi.com ci riproporranno con altri argomenti interessanti! :p

7 Commenti al post “Web Marketing ed Enogastronomia al Maisazi Day”

  1. fradefra il 03 Dic 2007 alle 15:20 -

    Grazie del resoconto, Francesco, devo dire assolutamente fedele a quello che s’è detto in sala!

    Poi lo citerò dal mio post col resoconto complessivo dell’evento.

    Ciao ed a buon rendere :)

  2. Francesco Gori il 03 Dic 2007 alle 16:48 -

    Grazie fradefra e ancora sinceri complimenti per il Maisazi Day!

    Per i più curiosi vorrei anche segnalare che sul forum TPU sono state inserite alcune foto dell’evento, che rendono davvero bene l’idea dell’aria che tirava :D

    Le trovate qua.

  3. franconov il 03 Dic 2007 alle 17:20 -

    Un resoconto molto ben fatto e ottimamente strutturato. Grzie mille. ;)

  4. copertina75 il 04 Dic 2007 alle 13:14 -

    Ringrazio Francesco anch’io per il suo ottimo lavoro. Me lo dovrei portare in giro con me quando faccio le interviste… scherzooooo ;-P

  5. Francesco Gori il 04 Dic 2007 alle 13:19 -

    Ciao Mariangela!

    E’ un piacere vederti sul mio blog e grazie mille per aver apprezzato il post :D

  6. Calogero Dimino il 05 Dic 2007 alle 01:28 -

    Un bel resoconto che sottolinea gli interessanti spunti di discussione al Maisazi Day e suggerisce esperimenti e prove da effettuare online…
    Ad esempio, nel caso di shop online di intimo (caso Chiara) le conversioni sono rimaste invariate: inultili è diverso da poco influenti (mettere un testo differente è diverso dalla presenza/assenza del testo), o ancora i testi potrebbero aver attratto un target diverso ma in numero paritario?
    Un risultato uguale non significa un processo uguale, o no? :-)

  7. Marco Bianchi il 06 Dic 2007 alle 12:32 -

    Ciao! Il piacere è stato tutto mio. :)

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